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Calcio
- Volete vedere la busta paga di un calciatore? Eccola qui.
CALCIATORI E BUSTA PAGA - In via generale il rapporto
tra la società sportiva e il calciatore professionista è
regolato dalla legge n. 91/81. Il contratto di lavoro deve rivestire obbligatoriamente
la forma scritta e il relativo ingaggio è fissato liberamente tra
le parti. Resta a carico della società l’obbligo di depositare
il contratto presso la Federazione per l’approvazione. A seguito
della costituzione del rapporto di lavoro la società di calcio
iscrive il calciatore nel libro matricola aziendale, come per la generalità
dei lavoratori dipendenti. Ad ogni calciatore a fine mese viene consegnata
una busta-paga (vedi quella riprodotta in pagina) nella quale vengono
riportate le trattenute previdenziali e fiscali applicate. In campo previdenziale
a tutti gli sportivi professionisti è estesa la tutela pensionistica
gestita dall’Enpals, che richiede ogni mese il pagamento di un contributo
complessivamente pari al 33 per cento. Questa aliquota va distinta in
9,19 per cento a carico del calciatore e il 23,81 per cento a carico della
società, ma su di un massimale fino a 86.669. Ciò vuol dire
che i contributi vengono calcolati massimo su detta cifra, ma che anche
la pensione tiene conto di questo limite. Esattamente come accade per
i redditi di fascia alta per gli altri lavoratori dipendenti. E poi c’è
il Tfr (Trattamento di fine rapporto), che in campo calcistico viene denominato
"di fine carriera", alimentato da un contributo pari al 7,5%
calcolato sul massimale sopra citato. L’Irpef viene ritenuta come
per tutti gli altri lavoratori e in questo caso sono soggette tutte le
somme erogate, senza limiti.
QUANTO COSTANO - A conti fatti, la fetta più importante
degli ingaggi dei calciatori viene assorbita da imposte e contributi.
Infatti, mediamente quasi il 50% dell’ingaggio è trattenuto
dal fisco per i tributi fiscali nonché per le addizionali da riversare
alle Regioni e ai Comuni. "Sono questi i costi che ha una società
di calcio — dice Eugenio Leoni, consulente del lavoro del Milan
—. Si tratta di cifre alte perché tali sono gli ingaggi;
ma le percentuali di prelievo sono molto simili a quelle degli altri dipendenti".
Analizzando gli esempi siamo partiti da un ingaggio di 3.600.000 euro
netti l’anno pari a 300.000 euro netti al mese. Come si ricava dal
calcolo presente in busta paga, l’ingaggio mensile di 300.000 euro
scaturisce da un ingaggio lordo di quasi 541.000 euro; vale a dire il
45 per cento in più rispetto ai valori che vengono normalmente
resi noti. Ovviamente, da questo conteggio restano escluse le somme che
vengono concordate a titolo di sfruttamento del diritto di immagine. Quindi
è evidente il grande onere per le società calcistiche, che
vedono raddoppiato il costo da sostenere rispetto a quanto dovuto ai calciatori
stessi. (fonte Gazzetta.it) -
La busta paga
La tabella degli ingaggi
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